Buon trentennale Radio Deejay

Oggi Radio Deejay compie trenta anni. Un traguardo rilevante, vissuto negli scorsi anni da pochi altri grandi network nazionali e che solo tra molti anni potrà essere eguagliato dalle emittenti concorrenti. In un mercato come quello radiofonico, in cui gli ascoltatori spesso si innamorano dei singoli programmi più che della rete che li ospita, probabilmente Radio Deejay rappresenta una storia particolare.

Pur accentuando un’esasperata autorefenzialità, la direzione di Linus ha portato la radio a mantenere più che la leadership degli ascolti (dato che nell’ultimo biennio ha perso valore a causa della crisi Audiradio) una vera e propria predominanza culturale sulle generazioni attive, non più solo quelle giovani di un tempo ma anche tra gli adulti, che sono proprio i giovani di un tempo, cresciuti nel culto dell’emittente.

Culto in senso buono, ovviamente. È che fa emozionare leggere le righe di Linus a margine della mega-festa di ieri e ancor più i commenti degli ascoltatori, presenti fisicamente o precipitatisi ad ascoltare il live, per festeggiare insieme il senso di appartenenza “all’intera famiglia” che contraddistingue gli ascoltatori di Radio Deejay rispetto alle pur consistenti community dei programmi delle altre radio.

Il programma quotidiano di Linus e Nicola Savino è un gioiellino, ma non è difficile credere che i suoi affezionati ascoltatori preferiscano mantenere la radio sintetizzata sull’emittente che sentono “vicina” piuttosto che fare zapping come avviene con le TV. E a proposito di televisioni, anche Deejay TV negli ultimi anni è riuscita a crearsi una sua visibilità, seppur limitata rispetto alla posizione 9 nell’LCN.

Auguri dunque a Radio Deejay e ai suoi ascoltatori. Probabilmente tutti noi abbiamo avuto nel nostro percorso uno o più periodi da heavy listeners di questa radio, che 30 anni dopo la sua nascita continua a distinguersi con forza dalle altre. Rimane solo il terrore di cosa possa succedere quando Linus mollerà la baracca, anche solo per limiti di età. Riuscirà la radio a mantenersi viva e unica come è oggi?

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