Supermercati per ciechi

I nostri occhi fissi sullo smartphone durante la fila alla cassa del supermercato escludono ormai qualsiasi interesse per la merce ammucchiata nelle vicinanze: in Europa a soffrire sono probabilmente Perfetti o Ferrero, ma negli Stati Uniti sono intere industrie a rischiare.

L’editoria, in particolare, ha perso il vantaggio dell’acquisto di impulso anti-noia: a voglia a fare copertine vistose, i magazine non tirano più nemmeno in quei momenti di infinito tedio. La competizione con la marea di info multimediali (gratuite) sugli schermi è una sconfitta impietosa.

Qualche Specialist ha provato a ipotizzare nuovi scenari per sfruttare quei momenti topici a un passo dalla mano al portafogli, ma probabilmente l’unico mezzo che ancora possa colpirci è la sorpresa e la sorpresa è difficile tirarla fuori, specie quando servirebbe una converision lampo.

Servirebbero davvero queste tanto discusse analisi dei big data, potrebbero magari essere utili coupon un po’ più sensati di quelli che ancora oggi le casse sputano DOPO aver pagato, sperando che uno si ricordi di portarli appresso alla visita successiva. Ma siamo ciechi. E smemorati.

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