Microsoft sta cambiando davvero pelle

L’acquisizione più romantica (ma in realtà di buon valore per il controllo delle fondamenta del Web) era stata quella annunciata due anni fa: Microsoft aveva in sostanza acquisito Netscape, lo storico competitor nella prima guerra dei browser. L’acquisizione più prevedibile (e si direbbe di significativa rilevanza strategica) quella di Nokia, in qualche modo implicita nell’abbraccio delle due compagnie ormai molti anni fa.

In entrambi i casi, nulla di strettamente legato al core business storico dell’azienda, quello dello sviluppo software, che l’aveva trascinata negli anni in cicli di sviluppo sonnolenti e prodotti scarsamente innovativi, o “devastanti” per il suo nome come Windows Vista prima o Windows 8 poi. La “nuova” Microsoft tanto attesa è oggi all’apparenza clamorosamente alle spalle dei competitor per quanto riguarda il B2C Mobile.

La Microsoft meno nota, quella che si sta ritagliando un ruolo molto speciale nel mercato ICT, è quella B2B: oggi è probabilmente l’unico player integrato per rispondere alle esigenza delle aziende, molto di più della classica Oracle, chiusa nella torre di Babele delle tante acquisizioni accatastate, o dell’altalenante IBM, che ha annunciato una partnership con Apple per garantire la reciproca sopravvivenza in ambiente enterprise.

L’azienda di Seattle guidata dal nuovo management ha tutte le carte in regole per giocare come un player poliforme su tutti i mercati a valore aggiunto, molto lontana dall’azienda sostanzialmente mono-prodotto che era appena pochi anni fa. Rimane certo troppo elefantiaca: basti pensare alle propaggini consulenziali che in alcuni mercati europei hanno raggiunto dimensioni poco sostenibili per il business model.

Ben venga, per quando dolorosa, la cura dimagrante di Satya Nadella. Una Microsoft ben organizzata e concentrata su una visione chiara è un bene per tutti: consumatori finali, aziende, partner e territori. Ci saranno nuovi servizi, nuovi prodotti e nuove possibilità: una sorta di vendetta dell’informatica tradizionale sui nuovi player nati su Internet e che sembravano essere destinati a guidare l’umanità in modo esclusivo.

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