Quando muore un blogger

Marco Zamperini è stato un amico e un maestro per molti di noi: uno dei primi in Italia a conciliare capacità di scrivere su un blog, voglia di confronto nella vita reale e attività professionale in un contesto consulenziale hi-tech. La sua scomparsa ha fatto venire i lacrimoni: perché era già scampato una volta all’infarto e da allora aveva vissuto ancora più intensamente, ma soprattutto perché la sua famiglia è bella e giovane.

Donato Carrisi e il suo blog Markingegno all’inizio erano venuti fuori in un contesto in cui fiorivano i blog di settore (qualcuno ricorderà la competizione Marketing Blog Playoffs). Quando Donato è andato via aveva la metà degli anni di Marco ma la sua esperienza aveva lasciato segni profondi: in Rete, ma soprattutto tra le persone che l’avevano conosciuto dal vivo, scoprendo un professionista e un uomo simpatico, davvero indimenticabile.

Alberto D’Ottavi è scomparso da poche ore ma ha lasciato voragini nei cuori di chi gli voleva bene, di chi lo stimava professionalmente o anche solo lo leggeva sul suo blog, sui social network o anche su testate prestigiose. Un inctus fulminante a 48 anni è qualcosa che non può non far venire la pelle d’oca: quasi un monito per chi vive di Rete e in Rete, per far sì che il suo esempio resti fulgido e faccia riflettere a lungo.

Ogni volta che un blogger muore è andare a vedere i suoi ultimi post, ma anche i suoi profili social. Spesso si trovano scampoli di realtà risalenti a poche ore prima della scomparsa; difficilmente quelle persone pensavano che quel piccolo pensiero sarebbe stata la loro traccia finale su quell’Internet tanto vissuta. A noi rimane tanto tanto freddo nel cuore, pensando ai loro sorrisi, ai loro bronci e a quanto ci mancheranno.

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