Cosa hanno cercato i lettori di .commEurope nel 2007?

Una volta avviato il consolidamento degli archivi di .commEurope su WordPress lo scorso giugno, dal 1° luglio 2007 si è iniziato a monitorare il traffico sul blog tramite Google Analytics: una scelta quasi obbligata, vista la predominanza che ormai Google presenta nella nostra vita in Rete. Si tratta di una piattaforma interessante, che offre ottime funzionalità di reportistica; peccato solo per il drastico calo nella qualità delle esportazioni visto negli ultimi mesi. Google Analytics permette di ottenere spunti interessanti per marketer, webmaster e blogger: proviamo perciò a sfruttare una briciolina delle sue potenzialità per raccontare qualcosa di più sui lettori saltuari di .commEurope. Su quelli affezionati, c’è poco da dire: sono pazzi e basta.

In maniera simile a quanto avviene in altre analisi, anche nel .commEurope Zeitgeist (on line ufficialmente da oggi) vengono analizzate le chiavi di ricerca con cui gli utenti dei vari search engine accedono a questo blog. Come al solito è Google a farla da padrone e l’iniziativa stessa è un chiaro plagio del Google Zeitgeist italiano: periodicamente verranno rilevate le ricerche più significative e periodicamente verrà aggiornata la “Top 20” storica. In ogni lista, il tutto viene pesato in termini proporzionali rispetto alla chiave “capoclassifica”: l’obiettivo, ovviamente, è evitare che il numero assoluto di ricerche oscuri il loro peso rispetto al complesso degli accessi a .commEurope. Si tratta comunque di una goccia rispetto al totale delle ricerche, misurabili in circa un migliaio di nuove query ogni mese.

Ma quali sono i primi risultati, relativi alla seconda metà del 2007? Sicuramente una grande attenzione ai grandi marchi: Barilla, KFC, Fiat, Perfetti, Capitalia, Wind ed UBI sono state tra le aziende più ricercate. Curiosa, in particolare, la situazione di quest’ultimo Gruppo fnanziario: soprattutto negli ultimi mesi del 2007, la chiave di ricerca «Qui BPU” ha sommato centinaia di richieste e centinaia di accessi. Risultato quantomeno bizzarro, visto che l’home banking in questione non esiste più, essendo stato rinominato Qui UBI (in maniera coerente con la nuova brand identity del Gruppo UBI). Tanta attenzione “fuori sincrono” anche per Capitalia: proprio nei mesi in cui il Gruppo romano veniva incorporato in UniCredit, su .commEurope impazzava la query «logo Capitalia».

Il vincitore assoluto, comunque, è TodoMondo, cui era stato dedicato un articolo ai tempi dell’apertura, nel 2005: sommando le ricerche «Avitour Srl», «TodoMondo», «Todo Mondo», «Avitour», si ottiene il risultato più significativo. Se si guardano i singoli mesi, invece, tanta attenzione ai temi caldi di volta in volta affrontati: verso la Fiat Grande Punto a luglio o sulla crisi di Mattel a settembre, ad esempio, ma anche verso Barilla Alixir a novembre. Ultimo rilievo, invece, per le ricerche nominative: in questi mesi sono fioccate le ricerche relative a personaggi noti come Tom Mockridge, Eleonora Berlusconi o Nichi Grauso, ma anche meno conosciuti come la giornalista Laura Piccinini. Nella Top 20, rimane solo una ricerca, veramente incomprensibile: «come cambia arredamento retail», ripetuta decina di volte. Chi sa la risposta?

2007, l’anno dell’esplosione della Rete Sociale

Finisce l’anno 2007 e così anche il quarto anno di vita di .commEurope merita qualche riflessione finale: niente di noioso, però, perché è più tempo di panettoni che di melodrammi. Solo qualche nota a piè di pagina di un anno per riflettere sull’esito dei buoni propositi di inizio anno, ma soprattutto per rendere merito all’unico, vero e prepotente trend visto nel 2007: l’affermazione della Rete Sociale in tutti gli strati della popolazione europea. Una vera e propria rivoluzione nella vita quotidiana di molti di noi, che magari ha colto meno impreparati quelli che tra noi avevano già da tempo intravisto le potenzialità degli strumenti di social networking e di personal publishing, ma che è soprattutto riuscita a conquistare insospettabili soggetti un tempo del tutto impermeabili.

Basti guardare alle statistiche dei nostri blog: su .commEurope, ad esempio, sono frequenti le visite di persone provenienti dalle reti di Barilla, Perfetti, Mediaset, ENI, Unilever, E-Polis, Rai, Basko, Ferrero, SitCom, 3M, Gruppo L’Espresso, Alitalia, Mondadori, Bain, Juventus FC, Reply, Sky Italia, Trenitalia, Autogrill e da un numero imbarazzante di Banche di tutte le dimensioni. Nemmeno a dirlo, si tratta nella maggior parte dei casi delle aziende di cui si è parlato di più su questo blog; nemmeno a dirlo, non è stato affatto infrequente ricevere i contatti da parte dei relativi dipendenti, di volta in volta esaltati, arrabbiati, rivoltosi, incuriositi da quanto scritto in questi post e commentato dai lettori di .commEurope. Inutile anche aggiungere una messe di visite da parte di agenzie pubblicitarie e di PR ed il relativo flusso di proposte di temi “interessanti” (sigh), richieste di rettifica, insulti personali e complimenti interessati.

Ma ovviamente sono state soprattutto le singole persone ad essere protagoniste del successo delle piattaforme di condivisione dei contenuti, sia in ambito aziendale (vedi il successo di TamTamy in Reply), sia presso il grande pubblico (vedi la crescita impressionante di Facebook). Persone variegate, solo parzialmente coincidenti con lo stereotipo del blogger autoreferenziale: se quest’ultimo si è creato i suoi parchi giochi ideali (vedi la febbre adolescenziale di Twitter), i suoi familiari magari si sono lanciati su Flickr, MySpace, YouTube, aNobii, in un’esplosione di gusti personali che diventano interesse pubblico. Un incremento di attenzione collettiva che, però, non sempre ha visto le aziende gestrici di queste piattaforme in grado di reggere a picchi di afflusso e fenomeni esterni: basti scorrere la lista dei piccoli-grandi-disastri 2007 per trovare tra le vittime nomi illustri come Skype, Google, T-Mobile.

Qualunque sia l’esito del riflusso 2.0 nei prossimi mesi, potremo ricordare il 2007 come l’anno in cui la Rete ci ha permesso di conoscere ottime persone ed ottimi professionisti: su [mini]marketing sono citati molti eventi nel post di fine 2007, qui basti citare i Marketing Blog Playoffs 2007 ed i vari barcamp visti e vissuti in giro per l’Italia, come esempi felici di come questo anno di ore passate in Rete siano state, per molti di noi, l’investimento personale e professionale migliore da anni a questa parte. Siamo tutti cresciuti un po’, anche se le strategie di marketing sono rimaste un po’ quelle di sempre, con qualche sprazzo di originalità in più. Buon 2008 a tutti ed a Gianluca, nikink, Pier Luca, Mondoboia, Marco, SuperCopy, Enrico, Massimo, Alberico, Gioia (top utenti .commEurope 2007) in particolare.

.commEurope 2.0, in versione 2.0

Dopo diversi mesi di lavori (part-time, ovviamente), finalmente è on line la nuova versione di .commEurope. Al termine delle ultime integrazioni, previste per i prossimi giorni, finalmente l’intero archivio dei post e dei commenti sarà disponibile all’indirizzo ufficiale di .commEurope, https://www.commeurope.com/. Un piccolo traguardo dopo la triste storia del furto di commeurope.it e soprattutto un grande passo verso una gestione più semplice, ma allo stesso tempo paradossalmente più potente, della piattaforma di pubblicazione. In questo, WordPress rimane un ottimo strumento di insuperabile flessibilità: professionale ma semplice, è geniale nel suo adattarsi alle esigenze di ogni blogger.

Queste sono le principali novità di questa “release” di .commEurope:

  • feed RSS completi disponibili in diversi formati, grazie al supporto di FeedBurner;
  • possibilità di segnalare i post interessanti via e-mail, cliccando le apposite opzioni disponibili sia via Web, sia via feed;
  • possibilità di bookmarkare su del.icio.us e Digg i post ritenuti meritevoli di segnalazione, direttamente dal feed;
  • categorie (finalmente);
  • motore di ricerca fornito da Google, che permette di ricercare sia sul blog, sia sulla Rete, ma con risultati condizionati dai contenuti del blog stesso;
  • tag a fondo articolo, con link ai tag stessi presenti su Technorati, Flickr e del.icio.us e possibilità di navigare tutti i contenuti di .commEurope attinenti ai tag in questione, indipendentemente dalla categoria e dalla data;
  • classifica degli autori di commenti, dal 2004 ad oggi.

Quest’ultimo punto è un po’ un divertissement, ma è soprattutto un piccolo ringraziamento agli amici di .commEurope, che negli anni sono cresciuti ed hanno fatto crescere questo blog grazie ai propri interventi. Per ovvi motivi di salvaguardia dallo spam, i commenti saranno sempre moderati; tuttavia, una volta approvati, incrementeranno automaticamente il conteggio degli autori, che potranno indicare il blog/sito da far apparire come link nella classifica stessa.

Ed ora si torna al lavoro: tutti i post dell’archivio verranno progressivamente taggati ed i link contenuti saranno verificati, uno per uno…

C’è qualcosa che non funziona alla Registration Authority

Che fine ha fatto commeurope.it? Come mai al posto di questo noiosissimo blog appare una pagina verdastra vuota di contenuti ma piena di pubblicità? Pur ammettendo che si sia fatto un salto di qualità tra il nulla pneumatico di questi post e quello fisico dello splog, dispiace un po’ vedere tanti link sparsi sui blog di amici e lettori diretti ad un dominio accaparrato dalla “mala dei domini”, quella specie di mafia diffusa che lucra sui problemi burocratici altrui. Problemi che, si noti, vengono per la stragrande maggioranza dei casi causati dalle Registration Authority di tutto il mondo, con la connivenza dei mantainer. La storia è sempre uguale a qualsiasi latitudine:

  • il legittimo proprietario del dominio richiede il rinnovo o il trasferimento del dominio;
  • la Registration Authority rifiuta la richiesta adducendo futili imprecisioni;
  • gli avvoltoi che tenevano d’occhio il dominio presentano una richiesta di registrazione;
  • la Registration Authority concede la registrazione a questi cybersquatters ed ignora le proteste del proprietario storico ed i nuovi tentativi di registrazione.

Alle lamentele del malcapitato, la Registration Authority di turno risponde con “Non c’è problema, se ce lo dice il giudice le restituiamo il dominio”. In questo, il Nic italiano è maestro: l’abbiamo visto con casi celebri come Cellulari.it, storica rivista digitale che ha perso il proprio dominio (e quindi la ragione stessa del proprio essere on line) a causa di un presunto fax illeggibile e lo ha riottenuto solo dopo una lotta presso il Tribunale, che ne ha riconosciuto la dignità di testata registrata.

Nessuna remora da parte dell’ente toscano né dei mantainer: basta pagare i pochi spicci della registrazione annua e loro si chiudono le narici e registrano tutto a tutti. Da notare che è il nuovo tenutario a decidere se si accetta o meno la procedura di arbitrato irrituale: ovviamente nessuno spammer lo fa e pertanto è implicito che qualsiasi splog dovrebbe essere impugnato davanti al giudice. Chi ha voglia di assumersi le spese, quando il dominio ufficiale https://www.commeurope.com è (toccando ferro) attivo?

Basta scorrere gli innumerevoli tentativi di registrare il dominio commeurope.it da parte di non meglio identificati richiedenti stranieri per comprendere che si è trattato di una guerra per occupare un dominio con un posizionamento decente sui motori di ricerca. A nulla sono valse le lettere di protesta quando la guerra era in corso e le telefonate all’eternamente occupato centralino della Registration Authority: quando finalmente qualcuno ha risposto, lo ha fatto solo per far notare, con molto disprezzo, che il dominio sarebbe stato registrato ad altri. Tanto, come al solito, basta andare dal giudice.

Link interessanti prendono il sopravvento

In rigoroso ordine alfabetico per nome del blog (e non dell’autore: se ogni blog ha un nome, ci sarà un perché), sulla destra compare una colonna “Link interessanti”. C’è un po’ di tutto dentro, ma non poteva essere altrimenti.

Non potevano mancare i blog che parlano quotidianamente di marketing, comunicazione e dintorni: [mini]marketing o Max Power sono un esempio. Ce ne sarebbero mille altri, ma è evidente che è solo una lista approssimativa: proprio su [mini]marketing è possibile trovarne una ben più esaustiva.

Una categoria a sé sono gli ibridi alla dot-coma, alla Maestrini per caso o alla Mondoboia: diari personali, che però hanno un tale livello di professionalità “markettara” tra le righe che meritano sicuramente una menzione in queste pagine. Allo stesso modo, Stefano Hesse, Roberto Grassilli, o Edoardo Dezani guadagnano questo piccolo tributo per la grande stima professionale e personale che meritano.

Onore e merito a chi appare tra i link citati: non sia un demerito per gli amici che mancano che, anzi, sono invitati a segnalare la stupidaggine di fondo del non essere stati citati già in questa prima “edizione”.