Altro che walled gardens…

Una ventina di anni fa, “essere connessi” in Europa voleva dire attingere alle risorse messe a disposizione dai nodi delle BBS attraverso FidoNet e similari; negli Stati Uniti, invece, la “Rete” era soprattutto quella dei servizi di CompuServe prima e di AOL poi. Il modello era intrinsecamente diverso: accedere alle BBS voleva dire interrogare piattaforme magari con servizi minimi e specializzatissimi, eppure solitamente indipendenti e gratuiti; sottoscrivere un abbonamento ai grandi service provider statunitensi voleva buttarsi a piedi uniti nel loro mondo di informazioni e contenuti selezionati.

Erano i primi esempi di quelli che negli anni successivi sono stati definiti walled gardens, modello di successo oltreoceano che non ha mai attecchito dalle nostre parti. Pochi anni fa, si stimava che l’85% degli utenti AOL non uscisse mai dal mondo pre-confenzionato dal loro fornitore di connettività e che in generale il 40% del tempo speso dagli statunitensi on line veniva passato nel giardinetto di AOL. Oggi le modalità di utilizzo sono cambiate, ma solo perché nuovi grandi attori sono apparsi sul mercato: in fin dei conti, lo stesso universo dei servizi Google è ormai così onnicomprensivo da farci passare la maggior parte del tempo trascorso on line sui propri server.

La differenza rispetto al passato è che, appunto, non sono più i fornitori di connettività a fare da partner tuttologo ai propri clienti: devono fare i conti con questi nuovi attori, che sono editori e fornitori di servizi contemporaneamente, per poter offrire pacchetti interessanti ai propri clienti. Il mercato della telefonia mobile è quello più in fermento: non c’è operatore al mondo che non sta cercando di creare il proprio recinto di servizi utili, ma non può non scendere a compromessi con i grandi player del Web per poter offrire nomi e marchi che attirino l’attenzione della propria clientela. L’effetto è che i portalini marchiati a fuoco dagli operatori hanno come maggior benefit i servizi dei siti più famosi e così tutti gli utenti finiscono per odiare i giardinetti della discordia, soprattutto in Europa.

Gli operatori mobili ne hanno sperimentate di tutti i colori, con tecnologie stupidamente ibride come I-mode o portali rigidissimi come Vodafone Live! e similari, mentre i loro cugini fornitori di connessioni wireline hanno iniziato a proporre strampalati modelli di IpTV chiusi e costosi. Soprattutto i primi, però, sono sulla via di Damasco: in fin dei conti persino vendere 15.000 Euro al mese di traffico con lo sconto del 99,8% e tutte le notti di navigazione gratis rende più della speranza che qualcuno clicchi per sbaglio sul tasto specialissssimo del proprio cellulare. Tanto ci sarà sempre qualcuno che installerà potenti applicazioni su Symbian o semplicemente Opera Mini su Java: a quel punto, tanto vale gettare la spugna.

2 pensieri su “Altro che walled gardens…

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