Gli effetti di CSI sulla vita reale

L'Europa ha accolto con notevole entusiasmo l'ondata di produzioni televisive che, da una decina di anni, hanno invaso le televisioni di tutto il mondo: da CSI in poi, un numero imprecisato di telefilm ispirati al mondo della medicina forense ha costituito probabilmente il principale filone di fiction di questi anni. Non a caso, il primo impatto di questo successo globale è stato l'avvio di produzioni europee dello stesso tipo, tanto per amplificare ulteriormente il fenomeno.

Ma gli effetti di queste serie vanno ormai molto al di là dell'entertainment. CSI e le serie figlie/sorelle han cambiato la vita di poliziotti, giudici, medici, avvocati, persino di ladri e assassini. Come un enorme manuale che si dipana di settimana in settimana, lo svolgersi delle puntate del serial statunitense ha insegnato ai criminali come evitare di lasciare tracce, ha reso cool anatomopatologi e coroner, ha illuso i giurati nei processi che la scienza spieghi sempre le scene del crimine.

Gli esperti di comunicazione scientifica parlano ormai di un vero e proprio "Effetto CSI", una riedizione moderna del Perry Mason Effect che 50 anni fa ha iniziato a modificare la percezione della giustizia negli Stati Uniti. Oggi i ragazzini amano guardare CSI all'ora di cena, poi magari sogneranno di diventare bravi consulenti medico-legali come i protagonisti dei telefilm. Sarebbe interessante vedere le loro facce il giorno in cui si troveranno davanti al primo cadavere caldo.

Negli scorsi giorni i giornali di tutto il mondo hanno segnalato l'apertura della mostra CSI: the experience a New York, che permette ai visitatori di simulare le indagini scientifiche post-delitto tipiche della serie televisiva. Sicuramente sarà un successone, come tutto il resto dei prodotti derivati dalla serie madre. La grande curiosità collettiva è invece per gli anni a venire: quanto durerà ancora la "moda"? Nuove serie si affiancheranno o il fenomeno andrà a morire?

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