Ma i ricchi cercano di stare bene (in Europa?)

Mentre le famiglie “normali” si dimenano tra acquisti di base e rate del mutuo sempre più insostenibili, con redditi e patrimoni arretrati di 20 anni, c’è un target che sembra non soffrire molto: basti dire che la produzione Lamborghini va a gonfie vele, visto che non mancano acquirenti di tutto il mondo disposti a spendere qualche centinaio di migliaia di Euro per auto-bomboniere.

Basterebbe osservare la società italiana: gli High Net Worth Individual sono più o meno stabili in questi anni di crisi, nonostante i crolli dei mercati. Certo, sono appena 170.000, un numero piuttosto limitato rispetto al totale della popolazione, che difficilmente può salvare l’economia italiana con tasse alle stelle secondo la ricetta francese (si parla di imposte nell’ordine del 75%).

Al contrario, si tratta dei tipici personaggi che al crescere della pressione fiscale cambiano proprio aria, fiscalmente e fisicamente. Come ha notato Paola Bottelli, la priorità di questo target, più che la rincorsa ai beni fisici, è in questo momento «vivere bene» e quindi l’experiential luxury, la ricerca del benessere psicofisico mentre dietro la finestre impazzano crisi e manifestazioni di piazza.

L’Europa occidentale è indecisa se diventare il paradiso ideale di questo tipo di paperoni e risollevare le sorti della popolazione residente. Non è facile trovare un equilibrio, ma d’altra parte sarebbe sciocco continuare a pensare di poter essere una potenza industriale, specie nel momento in cui non si riesce a trovare una sintesi politica, sociale, economica tra Paesi egoisti e diffidenti.

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