Do you like il Parmesao brasiliano?

C’è qualcosa che accomuna molti paesi europei: il gusto della tradizione. Turisti da tutto il mondo continuano a venire in Italia, Francia o Scozia spinti dall’immagine che queste nazioni conservano. Di ritorno a casa, non possono che ricercare le suggestioni alimentari provate oltreoceano. C’è quindi poco da meravigliarsi del fatto che marchi come Buitoni (Nestlé) vengano reclamizzati in tutto il mondo con suggestive campagne pubblicitarie legate alla “tradizione”, benché i prodotti siano “prepared foods“.

Ciò che serve, alla fine, è solo un nome evocativo: la denuncia della Coldiretti dell’uso sconsiderato del made in Italy nel mondo, negli Stati Uniti in particolare, fa riflettere ma non sorprende. L’Italia, la Francia e molti altri stati dalla grande tradizione cultural – alimentare non hanno saputo giocare le proprie carte sul mercato globale: etichette come la Dop sono sempre state osservate con scarsa attenzione sia da parte delle aziende che dei loro clienti.

Soprattutto, i problemi sono nella stessa Europa: in Italia sono state sequestrate 24.000 confezioni di concentrato di pomodoro cinese vendute “prodotto italiano”. A nessuno sorge il dubbio di quanto poco dovessero costare, questi barattoli che vengono da così lontano?

2 pensieri su “Do you like il Parmesao brasiliano?

  1. A giugno ho assistito ad un convegno sulla protezione dei prodotti alimentari italiani dalle falsificazioni e imitazioni, dove si è parlato anche di DOP, DOC, Consorzi e altro ancora.
    Non sono in tanti a credere a questo tipo di protezione.

  2. Pingback: Pingback dall'articolo » Perugina: 100 anni di dolcezza (e pubblicità)

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