Marketing diretto e motori di ricerca

Qualche giorno fa si chiacchierava su dot-coma a proposito dell’evento Le nuove frontiere del data base marketing, tenutosi ieri a Milano con la partecipazione delle solite facce note degli operativi del marketing italiano e qualche luogotenente delle properties del Web: a dire il vero, sino a qualche mese fa erano i secondi ad aver preso il sopravvento. Oggi, fortunatamente, si vedono di nuovo più buyer che starlette e questo è solo un bene, per tutto il settore.

A fine convegno, il brillante Amministratore delegato Elio Schiavo di Consodata (un quarantenne che farà strada) ha concluso citando ironicamente i commenti apparsi su dot-coma. Colpo di scena che ha strappato un sorriso a tutti i partecipanti ed ha fatto sobbalzare sulla sedia gli autori dei commenti. :-D

Potenza dei motori di ricerca, verrebbe da pensare. Il blog di Massimo Moruzzi ha un ranking elevato su Google ed effettivamente, cercando alcuni dei termini relativi al nome del convegno, il post (che in realtà parlava di tutt’altro) appare nella prima pagina dei risultati. Sia onore a Schiavo per aver ironicamente preso in considerazione la pubblicità indiretta: forse questa storiella potrebbe essergli utile per riflettere sul portafoglio prodotti della sua azienda.

Per quanto leader di mercato, infatti, la sua azienda come tutte le altre del settore soffre per i risvolti della strampalata normativa sull’elencone impossibile. Come notavano i relatori del convegno, in Italia solo un martire opterebbe per un opt-in nelle liste di direct marketing, vista l’immagine che i media diffondo a spron battuto di questo tipo di attività promozionale e visti i risultati disastrosi di molte campagne door to door: quante caselle condominiali recano la scritta “No pubblicità!” e similari, vista la continua invasione di opuscoletti dei supermercati… Poi ci si meraviglia che il 92% delle persone consideri le telefonate commerciali un disturbo alla privacy.

Proprio il door to door, d’altra parte, sembrerebbe la risposta ai vari divieti di utilizzare liste pubbliche per le sempre più sofisticate tecniche di marketing diretto. Perché, invece, non cominciare a dare un minimo di contenuti alla pubblicità diretta? Sembra che Consodata abbia profili completissimi di molti di noi, specie di noialtri che abbiamo compilato il questionario allegato alle Pagine Gialle tanto per vedere cosa ci mandavano o sperando nei ricchi premi. Chi l’ha detto che non si voglia ricevere anche qualcosina di veramente mirato, ogni tanto? Altrimenti, continueremo ad usare sempre più i motori di ricerca che, nella fuffa dei milioni di risultati, riescono a garantire un contesto alla pubblicità.

2 pensieri su “Marketing diretto e motori di ricerca

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