Grande Fratello, grande business, grande noia

Puntuale come l’influenza, anche quest’anno arriva in Italia il Grande Fratello, il soporifero reality show che da anni ormai attanaglia gli europei, italiani in primis, con le vicissitudini di un branco di morti di fama. Ci sono poche differenze con i vari spettacoli analoghi i cui protagonisti sono i vip: qui si scommette su gente sconosciuta (almeno così si dice, ogni anno) che cerca un posto al sole nel mondo dello spettacolo, simulando i propri idoli nel mettere in mostra la propria abilità nel dormire, flirtare, abbronzarsi e lavare i piatti. Un interesse veramente particolare per 100 giorni di vita vuota di terzi, per chi ha già scarso interesse per la propria.

Quello che colpisce è che anno dopo anno lo spettacolo continui ad attrarre spettatori, con nuovi picchi di ascolto: si tratta comunque di successi fugaci, visto che raramente rimangono impressi i nomi delle decine di protagonisti di cui i fan discutono ogni anno. Sono rimasti nella memoria comune degli italiani i protagonisti della prima edizione, che brillarono più che altro per l’essere i primi alfieri di un genere televisivo che negli anni successivi ci ha regalato un po’ di tutto. Non si capisce mai se sia l’offerta così ampia a condizionare la domanda o se siano i telespettatori stessi a non poter vivere senza reality: quando c’è periodo di stanca del genere, basta chiamare un po’ di vip spompati e riparte il carrozzone.

Gli interessi economici che ruotano intorno a queste produzioni, d’altra parte, non sono marginali: guadagnano sì le reti televisive, ma soprattutto le concessionarie di pubblicità e le case di produzione, che riescono a creare un forte interesse verso programmi in cui i costi sono marginali ed i ricavi della vendita dei diritti alti. Da anni ormai il Grande Fratello riesce a far guadagnare persino sulla Rete, attraverso lo streaming delle noiose dirette: esperimento che Mediaset quest’anno vuole riprodurre utilizzando la diretta come contenuto Premium della sua nuova piattaforma digitale. Se il business non ingranasse, ci sarebbero comunque le revenue del televoto a sostenere i ricavi della serie.

Ci aspettano mesi di discussioni accese e riflessioni metafisiche, anche in Rete, su ciò che i concorrenti del programma ed il numeroso pubblico dello studio televisivo combineranno davanti agli occhi di chi non può fare a meno di sintonizzarsi sulle avvincenti avventure dei ragazzi in calore. Chi vorrà pensare ad altro, forse si ricorderà che sono alle porte le elezioni politiche: a ricordaglielo, se servisse, basteranno le discussioni da reality show che altri paladini, stavolta divisi in due schieramenti, dedicheranno alla facezie di un Paese assonnato.

4 pensieri su “Grande Fratello, grande business, grande noia

  1. mmmh, mi piaci così birbante 🙂

    Di un po’, posso sperare di farti un giorno ri-pubblicare i post migliori sul blog multiautore che ho contribuito a creare con Giordano e che dovrebbe partire a breve?

    Se hai tempo, scrivimi. Diversamente, ripasso per vedere se mi risponderai qui.

    “morti di fama” m’è proprio gustata.

  2. Pingback: Pingback dall'articolo » Volete capire lo stato della politica italiana? Seguite il Grande Fratello!

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