Il marketing della semplicità

Uno screenshot di MTV.itL’immagine qui a lato è un po’ bizzarra: rappresenta il grande successo internazionale di Get Lucky, la nuova canzone dei Daft Punk, presente nella maggior parte delle classifiche. Ed essendo le classifiche in questione quelle di MTV Italia, fa pensare il fatto che il video della canzone sia una foto di un tramonto sostanzialmente immobile.

I musicisti visti in controluce si animano appena per una decina di secondi, al centro del videoclip. Alcuni canali televisivi europei l’hanno ritenuto troppo noioso e pertanto lo stanno sostituendo trasmettendo mashup creati dagli utenti del Web partendo dallo spot dedicato al nuovo album, contenente immagini del duo con Pharrell Williams.

I canali d’altra parte non potevano non trasmettere il video della canzone dell’anno; un successo planetario, probabilmente non delle dimensioni di quello dell’hit di Psy dello scorso anno, che d’altra parte rappresentava lo stile opposto, visivamente barocco, al contrario dell’essenzialità estrema del video di Get Lucky.

Il ricorso al marketing della semplicità, peraltro per un disco ricco di sonorità eterogenee e sovrapposte, è stato un colpo di genio da parte dei Daft Punk. Impossibile da non notare, nella sua apparente assenza; impossibile non caderci, grazie al motivo trainante e all’eco esponenziale maturata di settimana in settimana.

Irene Etzkorn ha recentemente approfondito come in tempi di crescente complessità possa essere un successo commerciale un servizio no frills, semplificato; i Daft Punk hanno saputo applicare questa nuova legge di mercato alla promozione della loro creatività, insegnandoci che i dischi buoni si vendono, non solo ai fan.

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