Non è una buona idea sparare all’uccellino

Che Twitter sia intrinsecamente debole è un dato di fatto da ormai diversi anni. Magari è stato un po’ stabilizzato il sito dal punto di vista tecnico, ma l’assenza di un business model sensato continua a tenere la piattaforma, pur di successo, sull’orlo del precipizio. Anzi, più aumenta la gente che le balla intorno, più l’orlo si avvicina. Di nuovo in questi giorni un paio di episodi inducono a riflettere sulle potenzialità complesse dell’informazione via Twitter, che come tutti i luoghi virtuali di successo è ormai terreno di scontro ideologico e commerciale.

Guardiamo al caso italiano: ieri un gruppo di utenti ha iniziato a lamentarsi della preponderanza dell’hashtag #saldi tra gli argomenti di discussione più attivi, ritenendolo futile in un momento di scontri violenti in Val di Susa. Così si è sperimentata una nuova forma di guerrilla: il tag #saldi è stato adottato al posto di #notav, per veicolare sulla campagna contro l’Alta velocità Torino-Lione chi fosse curioso di leggere resoconti di scorribande nei negozi. Comprensibile il tentativo di sottolineare il valore etico dell’idea; terribile pensare che possa diventare pratica comune.

Il caso americano è invece di oggi, Indipendence Day negli Stati Uniti. La manipolazione dei flussi informativi su Twitter, in questo caso, è stata ancora più diretta: un sedicente hacker ha preso possesso del flusso di Fox News e ha battuto notizia della morte di Barack Obama in un attentato; ovviamente i tweet hanno iniziato a girare vorticosamente, anche in considerazione dei 33.000 iscritti al profilo della TV. Uno scherzo crudele nei confronti di una Nazione che celebra con dolore dieci anni dall’11 settembre: dieci anni di instabilità, guerre e terrore quotidiano.

Sono due storie come tante altre sentite negli scorsi mesi, utili ancora una volta a sollevare il velo sul peso che viene dato all’informazione via Twitter e sui rischi connessi a una gestione allegra delle notizie sul social network e inevitabilmente sugli altri siti che lo riprendono, informativi e non. Con la crescita degli utenti e la concentrazione degli iscritti sui profili di celebrities e fonti informative tradizionali, Twitter sta mostrando la sua incapacità di funzionare da cassa di risonanza sull’informazione dal basso, permettendo al contrario la nascita di fenomeni perversi.

Lo spam che cresce a dismisura, i trucchetti per acquisire/attribuire notorietà, le operazioni come quelle sopracitate contribuiscono ad affossare la credibilità e l’affidabilità di un mezzo che al contrario potrebbe essere utile, molto comodo da utilizzare e discreto nella sua presenza pubblica. Qualche analista dice che l’unica ancora di salvezza economica per Twitter sia il confluire in un agglomerato Web di maggiori dimensioni; a questo punto sorge il dubbio che la “salvezza” in questione comporti anche la tutela di un mezzo informativo che è ormai patrimonio comune.

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