In un mondo di nani, Biscardi sembra un gigante

Considerando che la maggior parte dei nuovi programmi televisivi italiani ha una vita molto breve (vedi il successone di Comedy Club su Italia Uno, sospeso dopo la prima puntata, deludente e noiosissima), pensare che Il processo di Biscardi fosse trasmesso pressoché ininterrottamente dal 1979 regala una strana sensazione: se dopo quasi trent’anni il prodotto riusciva a fare il doppio della media ascolti della rete su cui andava in onda, qualche segreto vincente dovrà pure averlo avuto.

Verrebbe da chiedersi, da non spettatori dei programmi Biscardiani, del perché di tante voci negative sul rosso conduttore dall’accento inconfondibile: possibile che un programma noto a tutti come sede ideale per caciare sportive, moviole violente e discussioni infervorate riuscisse ancora a fare così tanto audience? E cosa succederà a La 7, ora che ha perso il suo bizzarro programma di punta? Cosa farà Aldo Biscardi, travolto dalla scandalosa gestione allegra della res calcifera italiana?

Domande destinate a rimanere senza risposte, almeno sino a quando l’indignazione nazionale sarà terminata e si ricomincerà a nuotare nell’abituale torbido (se ne riparla non più tardi del prossimo inizio di Campionato, insomma). Nel frattempo, leggere quello che La Gazzetta dello Sport ha chiamato il «romanzo del processo» è istruttivo: si può leggere la storia del nostro uomo dall’essere subentrato ad Enrico Ameri nella conduzione dl Processo del Lunedì, all’aver occupato vari ruoli di potere nei vari trasferimenti seguiti all’abbandono della Rai.

In fin dei conti, leggere la storia di Biscardi e del suo Processo, anche nella versione raccontata da Antonio Dipollina, porta a capire che più di un programma sportivo, si trattava di puro entertainment: in fin dei conti, accanto a qualche “vero” esperto di calcio e dintorni, gli ospiti di Biscardi erano soprattutto istrionici personaggi dello show business italico. A questo punto, sarebbe interessante vedere il conduttore in uno spettacolo vero: finirà a condurre Mai dire Goal?

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